“E papà ora la difende sempre. Pensa solo a lei e mai a noi. Era diverso quando mia madre era viva”.
Cassie annuì affettuosamente. Era la sua stessa esperienza.
“Lo so”, disse.
“Come fai a saperlo?” Antoinette la guardò incuriosita.
“Mia madre è morta quando ero piccola. Anche mio padre ha portato delle ragazze — ehm, voglio dire, nuove fidanzate — in casa. Ciò ha causato molti scontri e ostilità. Io non gli piacevo, e loro non piacevano a me. Per fortuna avevo una sorella maggiore”.
Cassie si corresse velocemente.
“Ho una sorella maggiore, Jacqui. Affrontava mio padre e mi proteggeva quando c'erano dei litigi”.
Antoinette annuì in accordo.
“Mi hai difeso stasera. Nessuno l'aveva mai fatto. Grazie”.
La ragazzina fissò Cassie, coi suoi grossi occhi blu, e lei sentì un nodo allo stomaco a quella gratitudine inaspettata.
“Sono qui per questo”, le rispose.
“Mi dispiace di averti detto di camminare tra le ortiche”. Antoinette diede un'occhiata alle piaghe sulle mani della ragazza, ancora gonfie ed infiammate.
“Non fa niente, davvero. Ho capito che era solo uno scherzo”. Cassie si sentì sopraffare da un’ondata di affetto, e le si riempirono gli occhi di lacrime. Non si aspettava che Antoinette abbassasse la guardia. Capiva esattamente quanto doveva sentirsi sola, e quanto si sentisse vulnerabile. Era terribile pensare che la ragazzina fosse stata insultata già in passato da Margot, senza nessuno che la difendesse e con suo padre che si schierava deliberatamente contro di lei.
Beh, ora aveva qualcuno — Cassie era dalla sua parte, e l'avrebbe supportata a tutti i costi. La giornata non era stata un completo disastro, se come risultato era riuscita a rendere un po' più stretto il rapporto con questa bambina complicata e inquieta.
“Ora cerca di dormire. Sono sicura che le cose andranno meglio domattina”.
“Lo spero. Buonanotte, Cassie”.
Cassie chiuse la porta, tirò su col naso e si pulì nella manica. La stanchezza e le emozioni stavano prendendo il sopravvento. Si affrettò lungo il corridoio, prese il pigiama dalla sua stanza e si diresse verso la doccia.
Quando finalmente si ritrovò sotto lo scroscio di acqua bollente, permise alle lacrime di scorrere.
*
Sebbene l'acqua calda avesse placato le sue emozioni, Cassie notò rapidamente che la pelle le si era nuovamente infiammata per via del calore. Le irritazioni causate dalle ortiche iniziarono a prudere in maniera insopportabile. Si strofinò con forza con l'asciugamano, per cercare di far passare il prurito, ma ottenne solo un peggioramento dello stesso.
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