Robert Silverberg - Il secondo viaggio

Здесь есть возможность читать онлайн «Robert Silverberg - Il secondo viaggio» весь текст электронной книги совершенно бесплатно (целиком полную версию без сокращений). В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Город: Milano, Год выпуска: 1980, ISBN: 1980, Издательство: Nord, Жанр: Фантастика и фэнтези, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Il secondo viaggio: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Il secondo viaggio»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

Nel mondo del prossimo futuro immaginato da Silverberg in questo romanzo, i criminali incalliti non vengono più condannati alla prigione ma mandati in particolari Centri di Riabilitazione, dove subiscono un trattamento di droghe che cancella come una spugna la loro personalità, lasciando un corpo con una mente vuota come quella di uno “zombie”. Su questa mente pulita come una lavagna, i terapisti del Centro di Riabilitazione costruiscono, con un paziente lavoro di anni, una nuova identità: una persona “fittizia”, dotata di un passato inventato ma dalle caratteristiche morali più salde di quelle della vecchia personalità. Paul Macy è una di queste persone “ricostruite”: il suo corpo apparteneva prima a Nat Hamlin, il più grande psico-scultore del mondo, un uomo di indubbio talento ma totalmente schiavo dei suoi istinti sessuali, al punto di diventare un inveterato stupratore nei sobborghi di New York.
Per i “ricostruiti” l’inserimento nella società non è facile, ma per Paul Macy le difficoltà si presentano fin dall’inizio quasi insormontabili: l’imbarazzo dato dalla notorietà di cui godeva la vecchia identità del suo corpo, il brusco incontro con Lissa, una ragazza telepatica con cui Hamlin aveva avuto una tempestosa relazione e soprattutto una serie di incubi ricorrenti in cui compare sempre la figura di Hamlin metteranno a dura prova la stabilità di Macy. E presto quello che appariva solo un incubo si trasformerà in realtà: la personalità di Hamlin non è stata affatto annullata ed ora torna all’attacco della mente di Macy con demoniaca violenza e con la precisa volontà di riprendersi il suo corpo.

Il secondo viaggio — читать онлайн бесплатно полную книгу (весь текст) целиком

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Il secondo viaggio», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Era calata la sera. Ogni cosa era avvolta in una peculiare luce grigia e sbiadita. Giunto alla fine del vicolo, dopo essere uscito di casa, Macy guardò in tutte le direzioni. Sentendosi vagamente assurdo. Quel nascondersi era così melodrammatico, così sciocco. E se Gomez avesse avuto un uomo all’ingresso principale? Non era solo paranoia. Manderanno degli occhi volanti a cercarmi, massimo allarme, tutti gli aeroporti sorvegliati. E dove posso andare? Gesù, dove posso andare? Macy avrebbe voluto ridere. Bel fuggiasco. Cosa farò, mi accamperò nel Central Park? Mangiando scoiattoli e ghiande?

Pensò di rifugiarsi nella squallida pensione dove aveva abitato Lissa. Con un doppio vantaggio: avrebbe potuto trovarla a casa, la sua sola amica, la sua sola alleata, e in ogni caso, quel posto era un buco talmente schifoso, che sarebbe stato fuori dalla portata dei sistemi computerizzati di ricerca. Nascosto in un fatiscente sotterraneo pre-tecnologico. Ma c’era un grosso svantaggio. Gomez, sapendo di Lissa, sapendo che il suo appartamento era il posto più logico dove sarebbe andato, l’avrebbe certamente fatto sorvegliare. Troppo rischioso. Dove allora? Non lo sapeva.

Camminò verso nord. Tenendosi rasente alle case, cercando di non attirare l’attenzione. Una spalla più alta dell’altra, come per nascondersi la faccia. Verso nord, a caso, mentre la notte scendeva. Ma forse non così a caso. Si rese conto che i suoi passi lo stavano conducendo lungo la Broadway, oltre il ponte, a Nord Manhattan. Verso l’unico altro punto cardinale della sua bussola: gli uffici della rete.

Pietre miliari del suo esiguo, sbrindellato passato. Qui aveva camminato in quel mattino di maggio, a disagio e speranzoso. Uno-due- uno -due. Passo. Passo. Sentendosi goffo e incerto dentro il suo nuovo corpo. Cercando di essere naturale. Così cammina Paul Macy. Orgogliosamente, lungo la maledetta strada. Spalle squadrate. Pancia in dentro. La fortuna ti aspetta. Un secondo viaggio, un secondo inizio. Il brutto sogno è finito; adesso sei sveglio. Passo. Passo. Fermandosi bruscamente, si voltò a sinistra e guardò la sua immagine riflessa su un pilastro lucido come uno specchio accanto all’ingresso di un edificio adibito a uffici. Faccia standard anglosassone, con guance larghe e labbra sottili. E la ragazza che stava camminando alle sue spalle, presa alla sprovvista dalla sua improvvisa fermata, gli venne addosso. Nat, disse. Nat Hamlin, per l’amor di Dio! Il lungo ago freddo che si infilava nel suo occhio. Cortesemente ma con fermezza le diceva: mi spiace, lei si sbaglia. Mi chiamo Paul Macy. La gente passava senza sosta accanto a loro. Lei era alta ed esile, con lunghi capelli rossi, lisci, inquieti occhi verdi, lineamenti delicati. Attraente, in una maniera stanca e fragile. Gli diceva di non prenderla in giro. Lo so che sei Nat Hamlin. Si protese verso di lui, le dita che affondavano fino all’osso del suo polso destro, e Macy avvertì una strana sensazione alla cima del cranio. Una specie di intrusione. Un pizzicore. Un leggero calore. Insieme a esso ci fu un fastidioso offuscamento della personalità, una duplicazione dell’io. Il primo riemergere di Hamlin, solo che lui allora non lo sapeva. Si appoggiò al fianco dell’edificio con una mano e con l’altra le fece segno di andarsene. Vai via. Via. Fuori dalla mia vita. Chiunque tu fossi, non c’è più posto ora.

E si affrettò in direzione degli uffici della rete. Isolato dopo isolato, ed eccoli. Una nera torre arcigna. Pareti senza finestre. Non entrò. Non adesso, certo non adesso. Fredericks. Griswold. Loftus. I miei colleghi. Smith o Jones. Quell’Hamlin nell’angolo. Uno dei miei preferiti, disse Griswold. Un regalo della mia prima moglie, dieci anni fa, quando Hamlin era ancora uno sconosciuto. Tossendo. Se non vi spiace… un po’ di acqua fredda. Perdonatemi. Sapete, è il mio primo giorno fuori. La tensione. No, staremo lontani dagli uffici della rete questa sera.

E lì, l’angolo fra Broadway e la 227. Dove l’aveva incontrata quel lunedì sera. Che camminava in un piccolo cerchio. Una zona chiusa di tensione sulla strada affollata. Guardandolo con un misto di stupore e felicità. Macchie di colore che punteggiavano le sue guance. Le palpebre che sbattevano; ha paura di me, si rese conto d’improvviso. Oh, Nat, grazie a Dio sei venuto. No, disse lui, stabiliamo questo una volta per tutte. Io mi chiamo Paul Macy. Cosa vuoi? Non possiamo parlare qui, disse lei. In mezzo alla gente. Per strada. Dove, allora? A casa tua? Lui scosse la testa. Assolutamente no. La mia, allora. Possiamo arrivarci in quindici minuti. È tutto sporco, ma… disse lei, e lui disse: Cosa ne dici di un ristorante? C’è un ristorante del popolo a due isolati da qui. Ci vado spesso. Lo conosci? No. Potremmo andare lì, disse lei. Sì.

Potrei tornarci. Adesso. Adesso. Il richiamo improvviso della fame. Due isolati. Camminò in fretta. Una spalla più alta dell’altra. Raggiunse il ristorante. Una spartana facciata socialista, una vetrina spoglia. Dentro, uno stanzone lungo e stretto, con pareti di ottone annerito e un fascio di fili luminosi che lampeggiavano difettosamente intrecciati al soffitto di paglia. E va bene. Mangiamo qualcosa. Lì dentro aveva cenato con Lissa quella sera. Si era alzato, voltato, allontanato da lei. E il suo grido. No! Torna indietro! Paul! Paul! Nat! Le sue parole che balzavano attraverso il golfo che li divideva come frecce. Sei centri. San Sebastiano che cade fra i tavoli del ristorante. Il cervello in fiamme. E la voce di Hamlin, che parlava distintamente da un punto appena sopra il suo orecchio sinistro e diceva:… Come puoi piantarla qui in questa maniera, lurido bastardo?

Dunque è qui che ti sei manifestato la prima volta? Molto bene. Entriamo.

Pensava di essere affamato, e caricò abbondantemente il vassoio di carne, verdure, panini e altro. Ma quando si sedette a uno dei lunghi tavoli, scoprì di non avere alcun desiderio di cibo. Mangiucchiò un poco. Fissò il vuoto, e si isolò dalla realtà circostante. Che pace. Potrei starmene qui seduto per sempre. Ma qualcuno gli stava toccando la spalla. Una spinta rapida, impertinente. Poi un’altra. Perché non mi lasciano in pace? Uno dei tirapiedi di Gomez, forse. Se non gli presto attenzione forse se ne andrà. Cercò di affondare di più nell’isolamento. Un’altra spinta, più insistente. Una voce roca e aspra. — Ehi. Tu, vuoi guardarmi un secondo? Sei fumato o cosa? — Con riluttanza Macy ritornò alla realtà. Una ragazza grassa, puzzolente, con un vestito grigio era in piedi accanto a lui. La sua faccia era piatta come quella di una mongola, ma la pelle era bianca, gli occhi non a mandorla. Disse: — C’è una ragazza di sopra che ha bisogno di aiuto. Tu sei quello che fa al caso.

— Di sopra? Ragazza?

— Sì, tu. Ti conosco. Sei stato qui due o tre settimane fa con quella ragazza, quella con la testa rossa, quella Lisa. Sei quello che è caduto, col naso per terra, ti abbiamo dovuto portare fuori, io e la rossa e l’autista di taxi. Lisa si chiama.

— Lissa — la corresse Macy, sbattendo le palpebre.

— Lisa, Lissa, non so io. Senti, lei ti ha aiutato, adesso tu aiuta lei.

Una pellicola galleggiante di memoria. In piedi accanto alla macchina di credito alla fine del bancone, la volta prima, autorizzandola ad addebitargli dieci dollari per la cena. E una ragazza dalla faccia piatta che faceva la coda dietro di lui, che sbuffava con disprezzo. Pagava troppo? Troppo poco? Quella ragazza.

— Dov’è? — chiese Macy.

— Te l’ho detto. Di sopra. È venuta ieri, e piangeva un sacco, faceva un gran casino. Alla fine è svenuta. L’abbiamo portata in una stanza, ed è ancora lì. Non mangia. Non parla. Tu la devi conoscere, perciò va ad aiutarla.

— Ma dove? Di sopra, hai detto.

— La cooperativa popolare, testa dura — disse la ragazza grassa. — Dove altro? Dove altro credi che sia? — E se ne andò.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Il secondo viaggio»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Il secondo viaggio» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Stephen Baxter - Il secondo viaggio
Stephen Baxter
Robert Silverberg - La segunda invasión
Robert Silverberg
Robert Silverberg - He aquí el camino
Robert Silverberg
Robert Silverberg - The Second Wave
Robert Silverberg
Robert Silverberg - Rządy terroru
Robert Silverberg
Robert Silverberg - Poznając smoka
Robert Silverberg
Robert Silverberg - The Old Man
Robert Silverberg
Robert Silverberg - The Second Trip
Robert Silverberg
Robert Silverberg - Second Start
Robert Silverberg
Robert Silverberg - The Second Shield
Robert Silverberg
Отзывы о книге «Il secondo viaggio»

Обсуждение, отзывы о книге «Il secondo viaggio» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.

x