La donna gemette poi proseguì la corsa, i piedi nudi che sbattevano contro la terra e il corpo praticamente nudo che abbatteva le pannocchie. Il seno ballava in su e giù in modo ridicolo, e quello destro uscì dal reggiseno. Promise a se stessa in quel momento che, se ne fosse uscita viva, non avrebbe più fatto spogliarelli. Si sarebbe trovata un lavoro migliore, un modo migliore per mantenere i suoi figli.
Questo accese in lei una nuova fiamma e corse più forte, sfrecciando tra il grano. Corse più forte che poté. Doveva solo continuare a correre e si sarebbe liberata di lui. L’autostrada doveva essere vicinissima. Giusto?
Forse. Ma, anche se fosse stato così, non c’erano garanzie che ci fosse qualcuno. Non erano nemmeno le sei del mattino, e le autostrade del Nebraska erano spesso molto solitarie a quell’ora.
Poco avanti, i filari di granoturco si interrompevano. La torbida luce dell’alba si riversava su di lei e il suo cuore fece un balzo alla vista dell’autostrada.
Si aprì un varco tra le pannocchie e, incredula, udì il suono di un motore che si avvicinava. La speranza si accese in lei.
Vide il bagliore delle luci in avvicinamento e corse ancora più veloce, così vicina da sentire l’odore dell’asfalto caldo.
Raggiunse il margine del campo proprio mentre passava un furgone rosso. Si mise a urlare e agitare le braccia freneticamente.
“PER FAVORE!” gridò.
Ma con suo grande orrore, il furgone proseguì ruggendo.
Agitò le braccia piangendo. Se il guidatore avesse guardato nello specchietto retrovisore...
Crac!
Un dolore lancinante le esplose dietro il ginocchio sinistro, facendola cadere a terra.
Gridò e tentò di rimettersi in piedi, ma sentì una mano forte afferrarla per i capelli e subito dopo lui la stava riportando nel capo trascinandola.
Provò a muoversi, a liberarsi, ma stavolta non ci riuscì.
Ci fu un ultimo colpo di frusta e infine, per fortuna, perse conoscenza.
Presto, lo sapeva, sarebbe finito tutto: il suono, la frusta, il dolore – e la sua breve vita piena di sofferenza.
La detective Mackenzie White si preparò al il peggio mentre attraversava il campo di granoturco quel pomeriggio. Il rumore emesso dalle pannocchie al suo passaggio la inquietava; era un suono morto, che le strisciava contro la giacca mentre passava fila dopo fila. La radura che cercava sembrava distare chilometri.
Quando infine la raggiunse, si fermò di colpo, desiderando di trovarsi ovunque tranne lì. C’era il cadavere seminudo di una donna sui trent’anni legato ad un palo, il volto congelato in un’espressione di sofferenza. Era un’espressione che Mackenzie desiderò non aver mai visto – e che sapeva non avrebbe più dimenticato.
Cinque poliziotti gironzolavano lì intorno, senza fare niente in particolare. Cercavano di sembrare indaffarati, ma lei sapeva che stavano semplicemente tentando di dare un senso alla scena. Era sicura che nessuno di loro avesse visto qualcosa del genere prima di allora. A Mackenzie era bastato guardare la donna bionda legata al palo di legno per appena cinque secondi per capire che c’era sotto qualcosa di grosso. Qualcosa di diverso da tutto quello in cui si era imbattuta finora. Queste non erano cose che accadevano nei campi di granoturco del Nebraska.
Mackenzie si avvicinò al cadavere e descrisse lentamente un cerchio. Mentre si muoveva, percepiva lo sguardo degli altri agenti su di sé. Sapeva che alcuni di loro pensavano che prendesse il suo lavoro fin troppo sul serio. Si avvicinava troppo alle cose, cercava fili e collegamenti che erano quasi astratti. Era la giovane donna che aveva raggiunto la posizione di detective fin troppo rapidamente agli occhi di molti degli uomini del distretto, e lei lo sapeva. Era la ragazza ambiziosa che tutti supponevano puntasse a ben altro che lavorare come detective nelle forze dell’ordine del Nebraska.
Mackenzie li ignorò. Si concentrò unicamente sul cadavere, scacciando le mosche che guizzavano ovunque. Turbinavano disordinatamente intorno al corpo della donna, creando una nuvoletta nera, e il caldo non giocava certo a favore del cadavere. Aveva fatto caldo per tutta l’estate e sembrava che tutto quel calore si fosse concentrato in quel punto del campo.
Mackenzie si avvicinò e lo studiò, cercando di reprimere la sensazione di nausea e un’ondata di tristezza. La schiena della donna era ricoperta di ferite. Sembravano di natura uniforme, probabilmente erano state inflitte con lo stesso strumento. La schiena era ricoperta di sangue, perlopiù secco e appiccicoso. Anche la parte posteriore del tanga ne era incrostata.
Quando Mackenzie terminò il giro intorno al corpo, un poliziotto basso e corpulento si avvicinò a lei. Lo conosceva bene, anche se non le piaceva.
“Buongiorno, Detective White” disse il Comandante Nelson.
“Comandante” rispose lei.
“Dov’è Porter?”
Non c’era presunzione nella sua voce, ma lei la percepì ugualmente. Quel temprato comandante della polizia cinquantenne non voleva che fosse una donna di venticinque anni a fare luce sul caso. Walter Porter, il suo collega cinquantacinquenne, sarebbe stato più adatto per quel lavoro.
“È sull’autostrada” disse Mackenzie. “Sta parlando con il contadino che ha scoperto il corpo. Ci raggiungerà a breve”.
“Va bene” disse Nelson, chiaramente più tranquillo. “Tu che ne pensi?”
Mackenzie non era sicura di come rispondere. Sapeva che la stava mettendo alla prova. Lo faceva di tanto in tanto, anche al distretto, su cose insignificanti, tuttavia mai con altri agenti e detective. Era piuttosto certa che lo facesse solo con lei perché era giovane e perché era una donna.
Il suo istinto le diceva che si trattava di qualcosa di più di un omicidio plateale. Era per le innumerevoli frustate sulla schiena? Oppure perché la donna aveva un corpo da pin-up? Il seno era chiaramente finto e se Mackenzie avesse dovuto tirare a indovinare, anche il didietro aveva subito qualche ritocco. Il trucco era piuttosto pesante, in parte colato e sbavato a causa delle lacrime.
“Credo” disse Mackenzie infine, rispondendo alla domanda di Nelson, “che si tratti di un crimine puramente violento e che la scientifica non troverà segni di violenza sessuale. Raramente gli uomini che rapiscono una donna per sesso abusano in questo modo della vittima, anche se progettano di ucciderla in seguito. Inoltre, il tipo di biancheria che indossava suggerisce che la donna avesse una natura provocante. Onestamente, a giudicare dal trucco pesante e dal seno prosperoso, inizierei a fare qualche chiamata agli strip club di Omaha per vedere se qualche ballerina è scomparsa l’altra notte.”
“Già fatto” rispose Nelson in modo compiaciuto. “La deceduta è Hailey Lizbrook, trentaquattro anni, madre di due ragazzi e ballerina di livello intermedio al Runaway di Omaha.”
Snocciolò i fatti come se leggesse da un manuale di istruzioni. Mackenzie ipotizzò che avesse ricoperto così a lungo il suo ruolo che le vittime di omicidio non erano più persone, ma un rompicapo da risolvere.
Mackenzie però, nella carriera da soli due anni, non era così indurita e senza cuore. Studiava la donna con un occhio rivolto a scoprire cosa fosse successo, ma la vedeva anche come una donna che lasciava due ragazzi, che avrebbero vissuto il resto della propria vita senza una madre. Se una madre di due bambini faceva la spogliarellista, Mackenzie immaginò che avesse problemi di soldi e che fosse disposta a fare praticamente tutto per mantenere i suoi figli. Invece ora eccola lì, legata ad un palo e straziata da un uomo senza volto che-
Il fruscio delle pannocchie dietro di lei interruppe i suoi pensieri. Si voltò e vide Walter Porter avanzare tra il granoturco. Entrò nella radura con aria seccata, pulendosi il cappotto da terra e polvere di mais.
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