Morgan Rice - Un Regno D’acciaio

Здесь есть возможность читать онлайн «Morgan Rice - Un Regno D’acciaio» — ознакомительный отрывок электронной книги совершенно бесплатно, а после прочтения отрывка купить полную версию. В некоторых случаях можно слушать аудио, скачать через торрент в формате fb2 и присутствует краткое содержание. Жанр: unrecognised, на итальянском языке. Описание произведения, (предисловие) а так же отзывы посетителей доступны на портале библиотеки ЛибКат.

Un Regno D’acciaio: краткое содержание, описание и аннотация

Предлагаем к чтению аннотацию, описание, краткое содержание или предисловие (зависит от того, что написал сам автор книги «Un Regno D’acciaio»). Если вы не нашли необходимую информацию о книге — напишите в комментариях, мы постараемся отыскать её.

In Un Regno D’acciaio (Libro #11 In L’anello Dello Stregone), Gwendolyn deve proteggere la sua gente dato che la Corte del Re è sotto assedio. Si batte per far evacuare tutti dall’Anello, ma c’è un problema: il suo popolo si rifiuta di andarsene. Da qui nasce una lotta di potere e Gwen trova la propria autorità di regina messa per la prima volta in pericolo, mentre si prospetta all’orizzonte la più grande minaccia per l’Anello. Dietro i McCloud si cela la minaccia di Romolo e dei suoi draghi che, con lo Scudo distrutto, intraprendono una catastrofica invasione dato che ora non c’è più nulla a frapporsi tra loro e il totale annientamento dell’Anello. Romolo, con Luanda al suo fianco, è inarrestabile quando c’è la Luna, e Gwen deve combattere per sopravvivere – per se stessa, per il bambino e per la sua gente – nel mezzo di un’epica battaglia tra draghi e uomini. Kendrick guida l’Argento in una lotta audace nella quale lo affiancano Elden e le nuove reclute della Legione, insieme a suo fratello Godfrey che sorprende tutti, incluso se stesso, con le sue azioni valorose. Ma anche tutto questo potrebbe non bastare. Thor nel frattempo intraprende l’impresa della sua vita nella Terra dei Druidi, attraversando a piedi un territorio spaventoso e magico, un territorio diverso da qualsiasi altro, con proprie leggi magiche. L’attraversamento di questa terra gli richiederà ogni briciolo di forza e allenamento, lo costringerà a scavare più a fondo dentro di sé per diventare il grande guerriero – e Druido – che è destinato ad essere. Incontrando mostri e minacce mai viste, dovrà mettere a rischio la propria vita nel tentativo di raggiungere sua madre. Erec e Alistair viaggiano verso le Isole del Sud, dove vengono accolti dalla gente di Erec, tra cui il competitivo fratello e la sorella invidiosa. Erec ha un ultimo drammatico incontro con il padre, mentre l’isola si prepara perché lui salga al trono in qualità di Re. Ma nelle Isole del Sud uno deve guadagnarsi il diritto alla corona combattendo, e in una battaglia epica Erec verrà messo alla prova come mai prima d’ora. In un drammatico colpo di scena impareremo che l’inganno si nasconde anche qui, in questo luogo di grandi e nobili cavalieri. Reece, circondato e assediato nelle Isole Superiori, deve combattere per la propria vita dopo la sua vendetta su Tiro. Disperato si troverà unito a Stara, vicendevolmente diffidenti, eppure insieme nel tentativo di sopravvivere, un’impresa che culminerà in una battaglia epica e che minaccerà l’intera isola. Riuscirà Gwen ad attraversare il mare verso la salvezza? Romolo distruggerà l’Anello? Reece e Stara rimarranno uniti? Erec diventerà Re? Thor troverà sua madre? Cosa ne sarà di Guwayne? Sopravviverà qualcuno? Con la sua sofisticata struttura e caratterizzazione, UN REGNO D’ACCIAIO è un racconto epico di amicizia e amore, di rivali e seguaci, di cavalieri e draghi, di intrighi e macchinazioni politiche, di maturazione, di cuori spezzati, di inganno, ambizione e tradimento. È un racconto di onore e coraggio, di fato e destino, di stregoneria. È un fantasy capace di portarci in un mondo che non dimenticheremo mai, in grado di affascinare persone di ogni sesso ed età. Un grande intreccio, è proprio il genere di libro che farete fatica a mettere giù per dormire. Il finale è ad alta tensione, talmente spettacolare che vorrete comprare all’istante il libro successivo, anche solo per vedere cosa succede. The Dallas Examiner {parlando di Amata}

Un Regno D’acciaio — читать онлайн ознакомительный отрывок

Ниже представлен текст книги, разбитый по страницам. Система сохранения места последней прочитанной страницы, позволяет с удобством читать онлайн бесплатно книгу «Un Regno D’acciaio», без необходимости каждый раз заново искать на чём Вы остановились. Поставьте закладку, и сможете в любой момент перейти на страницу, на которой закончили чтение.

Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Mentre Godfrey pensava a mollare tutto, a correre via cercando di nascondersi da qualche parte, improvvisamente numerosi McCloud invasero i parapetti. Godfrey vide uno dei suoi compagni che veniva pugnalato e cadeva agonizzante a terra.

Poi, di nuovo, accadde. Nonostante tutti i suoi ragionamenti razionali, tutta la sua comune saggezza contro l’essere un soldato, qualcosa scattò dentro di lui, qualcosa che non poteva controllare. C’era qualcosa in lui che non gli permetteva di sopportare di vedere altra gente che soffriva. Non era in grado di raccogliere il coraggio per sé, ma quando vedeva i suoi compagni in pericolo, qualcosa lo sopraffaceva, lo faceva diventare in un certo modo avventato. Qualcuno avrebbe anche potuto dire che si trattasse di cavalleria.

Godfrey reagì senza pensare. Si ritrovò ad afferrare una lunga lancia e a buttarsi contro la fila di McCloud che saliva di corsa le scale disponendosi lungo il parapetto. Lanciò un forte grido e, tenendo saldamente la lancia, colpì il primo uomo. La grossa lama di ferro entrò nel petto del soldato nemico e Godfrey corse, usando il suo peso, addirittura la sua pancia da birra, per spingerli tutti indietro.

Con suo stesso stupore Godfrey ebbe successo, rispedendo la fila di uomini giù dalla scala a chiocciola, lontani dai parapetti: da solo stava respingendo i McCloud che volevano invadere quel posto.

Quando ebbe finito, Godfrey lasciò cadere la lancia, sorpreso di se stesso, non sapendo cosa gli fosse preso. Anche i suoi compagni lo guardavano sorpresi, come se non riuscissero a capacitarsi che proprio lui potesse avere un tale potere.

Mentre si chiedeva quale fosse la mossa successiva, la decisione arrivò da sola quando notò del movimento con la coda dell’occhio. Si voltò e vide un’altra decina di McCloud che lo attaccavano di lato, riversandosi dall’altra parte del parapetto.

Prima che Godfrey fosse in grado di imbastire una difesa appropriata, il primo soldato lo raggiunse tenendo in mano un enorme martello da guerra e roteandolo intenzionato a colpirgli la testa. Godfrey capì che un colpo del genere gli avrebbe di certo fracassato il cranio.

Si abbassò quindi per schivarlo – unica cosa che sapeva fare benissimo – e il martello passò al di sopra della sua testa. Godfrey abbassò poi la spalla e si lanciò sul soldato facendolo cadere all’indietro e bloccandolo. Lo spinse sempre più indietro fino a che entrambi si trovarono a lottare vicino al parapetto, combattendo corpo a corpo, prendendosi per la gola. Era un avversario forte, ma anche Godfrey era forte, era uno dei pochi doni che la vita gli aveva concesso.

I due si azzuffavano, spingendosi avanti e indietro fino a che improvvisamente rotolarono entrambi oltre il bordo.

Tutti e due precipitarono in aria, tenendosi l’uno all’altro, cadendo di almeno cinque metri verso terra. Godfrey ruotò in aria, sperando di atterrare lui sopra al soldato piuttosto che il contrario. Sapeva che il peso di quell’uomo, e tutta la sua armatura, lo avrebbero schiacciato.

Godfrey si voltò all’ultimo secondo, atterrando sopra l’avversario, schiacciandolo con il suo peso e mettendolo fuori combattimento.

Ma la caduta costò un prezzo anche a Godfrey: batté la testa e rotolò a terra, dolorante in ogni parte del corpo, rimanendo al suolo per un attimo prima che il mondo iniziasse a vorticare attorno a lui e divenisse tutto nero. L’ultima cosa che vide sollevando lo sguardo fu un esercito di McCloud che affluivano nella Corte del Re e la conquistavano.

*

Elden si trovava nei campi di allenamento della Legione, le mani sui fianchi, Conven e O’Connor accanto a lui, tutti e tre intenti a osservare le nuove reclute che Thorgrin aveva loro affidato. Elden guardava con occhio esperto mentre i ragazzi galoppavano avanti e indietro nel campo, cercando di saltare oltre dei fossati e tirare le proprie lance contro dei bersagli sospesi. Alcuni ragazzi non riuscirono a saltare e caddero insieme ai loro cavalli nei fossi; altri ce la fecero, ma non colpirono i bersagli.

Elden scosse la testa, cercando di ricordare come fosse stato lui quando aveva iniziato il suo allenamento nella Legione e cercando di essere incoraggiato dal fatto che negli ultimi giorni quei ragazzi avevano già mostrato segni di miglioramento. Eppure nessuno di loro era ancora neppure lontanamente il duro guerriero che era necessario diventassero per essere accettati come reclute. Pretendeva molto, soprattutto data la grossa responsabilità che aveva nel rendere fieri Thorgrin e tutti gli altri. Anche Conven e O’Connor non si aspettavano di meno.

“Signore, ci sono novità.”

Elden si voltò e vide una delle reclute, Merek, l’ex-ladro, correre verso di lui con gli occhi sgranati. Interrotto nel mezzo delle sue riflessioni, Elden si innervosì.

“Ragazzo, ti ho detto di non interrompere mai…”

“Ma signore, non capite! Dovete…”

“No, sei TU che non capisci,” ribatté Elden. “Quando le reclute si stanno allenando, non…”

“GUARDATE!” gridò Merek afferrandolo e indicando con una mano.

Elden, furioso, stava per afferrare Merek e scagliarlo via, ma poi guardò all’orizzonte e rimase pietrificato. Non riusciva a comprendere ciò che vide. Lì, in lontananza, salivano in aria grandi nuvole di fumo nero. Venivano dalla direzione della Corte del Re.

Elden sbatté le palpebre, non capendo. Poteva essere mai possibile che la Corte del Re stesse andando a fuoco? E come?

Forti grida si levavano all’orizzonte, le grida in un esercito, insieme al rumore di cancelli che venivano abbattuti. Il cuore di Elden gli affondò nel petto: i cancelli della Corte del Re erano stati divelti. Sapeva che questo poteva significare solo una cosa: un esercito vero e proprio aveva invaso. Quel giorno, il Giorno del Pellegrinaggio, la Corte del Re era stata presa d’assedio.

Conven e O’Connor scattarono in azione, gridando alle reclute di interrompere ciò che stavano facendo e di rimanere in gruppo.

Le reclute si affrettarono a ubbidire e Elden si portò accanto a Conven e O’Connor che, in silenzio e sull’attenti, attendevano istruzioni.

“Uomini,” gridò Elden. “La Corte del Re è stata attaccata!”

Si levò un mormorio sorpreso e agitato tra le file dei ragazzi.

“Non siete ancora parte della Legione e di sicuro non siete soldati dell’Argento né forti guerrieri cui sarebbe richiesto di affrontare un esercito vero e proprio. Quegli uomini stanno invadendo per uccidere e se li affronterete potreste perdere la vita. Io, Conven e O’Connor abbiamo il dovere di proteggere la nostra città e dobbiamo ora partire per andare in guerra. Non mi aspetto che nessuno di voi si unisca a noi. A dirla tutta, vi dissuado dal farlo. Ma se qualcuno volesse, si faccia avanti ora, consapevole del fatto che potrebbe ben facilmente morire sul campo di battaglia oggi stesso.”

Seguì qualche momento di silenzio, poi improvvisamente ogni singolo ragazzo davanti a loro fece un passo avanti, con coraggio e fierezza. Elden si sentì estremamente orgoglioso.

“Siete diventati tutti uomini oggi.”

Elden montò a cavallo e gli altri lo imitarono: lanciarono tutti un grido di battaglia e si lanciarono all’unisono, da uomini, pronti a rischiare la vita per il loro popolo.

*

Elden, Conven, e O’Connor facevano strada seguiti da un centinaio di reclute, tutti al galoppo, con le armi sguainate, verso la Corte del Re. Mentre si avvicinavano Elden fu scioccato di vedere numerose migliaia di McCloud che oltrepassavano i cancelli. Un esercito ben organizzato che aveva scelto il Giorno del Pellegrinaggio per tendere un’imboscata alla Corte del Re. Erano in minoranza, almeno dieci a uno.

Conven sorrideva portandosi avanti a tutti.

“Proprio il genere di situazioni che piacciono a me!” gridò, lanciando un urlo di battaglia e galoppando davanti a tutti, intenzionato ad attaccare per primo. Conven sollevò in aria la sua ascia da guerra ed Elden lo guardò con ammirazione e preoccupazione insieme, dato che pareva intenzionato ad attaccare l’esercito dei McCloud completamente da solo.

Читать дальше
Тёмная тема
Сбросить

Интервал:

Закладка:

Сделать

Похожие книги на «Un Regno D’acciaio»

Представляем Вашему вниманию похожие книги на «Un Regno D’acciaio» списком для выбора. Мы отобрали схожую по названию и смыслу литературу в надежде предоставить читателям больше вариантов отыскать новые, интересные, ещё непрочитанные произведения.


Отзывы о книге «Un Regno D’acciaio»

Обсуждение, отзывы о книге «Un Regno D’acciaio» и просто собственные мнения читателей. Оставьте ваши комментарии, напишите, что Вы думаете о произведении, его смысле или главных героях. Укажите что конкретно понравилось, а что нет, и почему Вы так считаете.

x