Sorrise freddamente mentre svaniva. Il punto asciutto sul marciapiede divenne più scuro quando scoppiò un acquazzone.
Capitolo 2 “Miti pericolosi”
L’udito di Kyoko tornò prima ancora che aprisse gli occhi. Quando sentì Shinbe dire che doveva essere incinta, spalancò gli occhi e lo guardò storto.
«Io...» fu subito interrotta da Toya, che la prese tra le braccia e la strinse forte.
«Non farlo mai più! Mi hai fatto quasi venire un infarto.». La tenne stretta finché non si ricordò che gli altri li stavano guardando. Gli venne un tic alla mascella, sapendo che cosa sarebbe successo.
«Oh, che dolce.» Kamui sogghignò, «Toya è innamorato di Kyoko. Non ne avevo idea.»
Toya la lasciò andare così in fretta che lei ricadde sul bracciolo del divano. «Avrai idea del mio pugno in faccia se non stai zitto, idiota.» ringhiò, ma la sua espressione si addolcì di nuovo quando fece un passo indietro e guardò Kyoko che si metteva a sedere. «Quello che intendevo dire era... che stai cercando di fare, farmi venire un infarto vero dopo ieri sera?»
«Se continui, lo farò.» disse Kyoko con un sorrisetto, «E poi mi nasconderò nella stanza di Kyou.»
«E perché proprio lì?» le chiese Toya, provando una gelosia fulminante.
Kyoko sospirò e si scostò una ciocca di capelli dagli occhi. Toya era intelligente ma a volte, se non fosse per il suo aspetto, sembrava proprio un bambino di cinque anni.
«Perché Kyou ha difese a prova di nerd sulla sua porta.» disse Kamui senza distogliere lo sguardo dal suo nuovo portatile, che teneva a debita distanza da suo fratello.
Toya ringhiò e si voltò per affrontare il più giovane del gruppo. «Continua pure, così ti mando in tilt tutto il sistema informatico.»
«Detto da chi non sa nemmeno dov’è il tasto “Invio” sulla tastiera.» ribatté Kamui con un sopracciglio alzato, «Mi sorprende perfino che tu sappia dov’è il tasto di accensione di un monitor.»
Toya si chinò su di lui, «Non intendevo virtualmente.». Le sue labbra accennarono un sorriso malvagio quando Kamui strinse forte il portatile a sé.
«Smettetela!» esclamò Kyou, con un tono che faceva eco alla sua autorità. «Sedetevi tutti. Kyoko, tu puoi rimanere sul divano se vuoi, e no, Toya... non puoi stare seduto lì.». Guardò suo fratello con irritazione.
Toya iniziò a farfugliare di bastoni e microchip su per il sedere prima di sprofondare nella sedia di Kyou. Kyou lo fissò con la sua famosa espressione impassibile. Quando si sentì tirare la mano si voltò verso Kyoko, che spostò i piedi per farlo sedere dall’altro lato del divano.
Kotaro e Yohji ridacchiarono quando Kyou accettò l’invito e si sedette, appoggiando i piedi di Kyoko sulle proprie gambe.
«Come tutti ben sapete, oggi è Halloween.» iniziò Kyou.
«Bah!» mormorò Toya, cercando di non guardare i piedi di Kyoko che toccavano suo fratello.
«Ciò significa...» continuò Kyou fissando Toya, «... che stasera ci sarà un’attività maggiore. I rituali pagani procederanno come al solito e anche l’attività paranormale aumenterà. Resteremo in allerta per le prossime ventiquattr’ore. Considerando che i festeggiamenti dureranno più di una notte perché è sabato... credo che vi siate fatti un’idea a proposito.»
«Sì, sì, abbiamo capito.» esclamò Toya «Ooh, guardate, donne nude che corrono per strada, inseguite da un gruppo di lesbiche!»
«Dove?» chiese Shinbe ad alta voce, non avendo prestato molta attenzione da quando Suki era entrata.
Kyou si massaggiò la fronte mentre sentiva una leggera pressione in aumento. Lui e i suoi fratelli nascondevano bene i loro poteri al resto del mondo, ma a volte si chiedeva se non fossero regrediti un po’ troppo. Erano stati mandati lì per proteggere Kyoko a sua insaputa e liberare il mondo da tutti i demoni possibili. Aveva creato l’agenzia non appena aveva saputo del lavoro che lei aveva scelto.
Kotaro intervenne: «Il dipartimento di polizia ha assegnato la piazza principale alla mia squadra perché c’è troppo lavoro per gli agenti. Molti poliziotti saranno di turno perché l’anno scorso i festeggiamenti sono durati fino all’alba e molte persone sono scomparse quella notte.»
Kamui annuì, girando il suo portatile verso gli altri. «Ragazzi, c’è una strega in città.»
«Ecco un altro sapientone... stanotte sarà pieno di streghe.» sogghignò Yohji, «Alcune più sexy di altre.»
«Quelle streghe non risucchiano la forza vitale dei bambini, però.» Kamui indicò un elenco di nomi del reparto pediatrico dell’ospedale. «Tutti questi bambini sono in coma ed è successo tutto nell’ultima settimana. I dottori sono sconvolti perché erano tutti in giro dopo il tramonto e i test che hanno eseguito non mostrano lesioni. Non si svegliano e basta.»
Kyoko si accigliò mentre cercava di concentrarsi sulla riunione. Era difficile perché non riusciva a scrollarsi di dosso la strana sensazione che le era rimasta da quando aveva visto quell’uomo e aveva sentito come due braccia che la stringevano.
Scacciando il ricordo per un momento, si rattristò pensando a tutti quei bambini in ospedale. Una volta aveva letto che, quando una strega prende una parte della tua anima, si cade in un sonno profondo. E si diventa vittima degli incubi per sempre mentre la strega nutre la tua paura. E ora tutti quei bambini erano bloccati nei loro sogni, chiedendo di essere salvati?
«Non credo che un secchio d’acqua in testa funzionerà, ma voglio andare a caccia di questo essere così crudele. Come facciamo a riconoscere la strega se la vediamo? Qualcuno ne ha mai vista una? Non sono semplici umani che hanno fatto indigestione di magia?» Kyoko iniziò a fare domande mentre cercava di mettersi a sedere, ma Kyou le poggiò una mano sulle caviglie per impedirglielo.
Non la guardò, sperando che lei non si accorgesse che lo aveva fatto intenzionalmente. In quel momento eresse una barriera protettiva attorno a lei che era trattenuta solo dal suo tocco... e poi, non era ancora pronto a rinunciare a quel contatto.
Aveva sentito la potente aura che la circondava poco prima che svenisse. E anche se l’aveva scacciata... sentiva ancora la sua presenza. Era abbastanza da farlo arrabbiare. Aveva piazzato protezioni anti-demone in tutto l’edificio e ad ogni angolo di ogni piano, all’interno dei muri in modo che non fossero visibili.
I suoi occhi dorati scrutarono l’enorme vetrata che si trovava al centro della parete esterna. Il tempo per la giornata doveva essere sereno e fresco, quindi da dove proveniva quella strana tempesta? Mentre osservava attentamente la pioggia, notò una sagoma che non era bagnata.
Non volendo che l’entità capisse che lui l’aveva individuata, Kyou rivolse l’attenzione su Shinbe, che stava fornendo una personale descrizione delle streghe.
«Le vere streghe non sono mai state umane. Le loro anime sono demoniache ed eterne. Si mantengono in vita sottraendo la forza vitale ai bambini e nutrendosi dei loro incubi. È questa la loro fonte di sostentamento. Per quanto riguarda l’aspetto, visto che tanti bambini sono già rimasti vittima, avrà una forma rara... giovane, bella e magari angelica, all’apparenza.»
Shinbe si schiarì la gola e cancellò l’immagine erotica che indugiava nella sua mente. «Non mostrerà la sua vera forma a meno che non stia prosciugando un altro bambino, o non stia combattendo. Il suo aspetto, in quel caso, sarà orribile.»
«E tu come lo sai?» disse Toya con voce cupa.
Shinbe lo guardò come per dirgli di tacere e, per una volta, Toya ebbe la decenza di lasciar perdere.
Yuuhi era in piedi accanto a suo fratello Amni, che era seduto, ma i suoi occhi erano fissi sulla pioggia fuori dalla finestra mentre parlava. «Lei sarà in centro, nel cuore della festa per bambini, ma non sarà l’unico demone. Non si fida di chi ha poteri superiori ai suoi. Ecco perché è così avida di nutrirsi... accumula energia per la battaglia imminente. Stasera mieterà altre vittime.»
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