Dopo lo scontro con Miles Cameron, le Risorse Umane si erano dimostrate piuttosto generose con la liquidazione, fintanto che lei accettasse di non parlare alla stampa e non denunciasse la società per terminazione ingiusta del contratto. E poi aveva da parte i suoi risparmi. Fece il conto. Se stava attenta, poteva avere a sufficienza per un acconto e tre mesi di affitto, oltre alle spese per vivere. Non era molto tempo per far funzionare The Vortex , ma era pur sempre qualcosa. Poi avrebbe dovuto trovare un lavoro sicuro.
Quando tornò in salotto, notò una chiamata persa. Le balzò il cuore in gola quando vide che c’era un messaggio in segreteria. Magari era Mark, e alla fine non avrebbe dovuto affrontare un futuro incerto. Poi riconobbe il numero. Era Brynn. Sospirò e premette il tasto per ascoltare.
“Mimi? Jeffy ha ricevuto una chiamata molto strana da parte di Mark stamattina. Va tutto bene? Chiamami se riesci. Oppure ci vediamo direttamente stasera.”
Il cuore di Mia crollò a terra. Mark aveva chiamato loro, non lei. A quanto pareva gli interessava di più coltivare Jeffrey come futuro cliente che riparare la loro relazione. Apprezzava la preoccupazione di sua sorella. Ma non si sentiva pronta a parlare. Che scusa poteva usare per evitare la cena? Intossicazione alimentare? Che doveva fermarsi al lavoro fino a tardi? Che il suo ex ragazzo l’aveva scaricata e non voleva essere costretta a spiegare tutto nel dettaglio? Mandò velocemente un messaggio a Brynn.
Ti spiego dopo. Non mi sento ancora in forma.
Brynn le rispose immediatamente.
Non osare lasciarmi sola a quella cena, Mimi!
Fregata, pensò Mia.
Va bene! Ok, ci vediamo stasera. Ma ti prego, non parlare di Mark davanti a tutta la famiglia! le scrisse.
Forse la cosa migliore era rimettersi subito al lavoro. Poteva darsi che non fosse troppo tardi per salvare l’account O-Date. Avrebbe registrato lo spot e l’avrebbe mandato ad Angie con delle scuse. Premette il pulsante d’accensione del suo portatile. Non appena lo schermo di accese, Angie le mandò un messaggio.
Non ti preoccupare per quello spot. Andiamo avanti con un altro podcast. ‘Libro, campanella e candela’. È nuovo. Un sacco di visualizzazioni. Scusa, Mia! Stammi bene.
Dannazione, pensò Mia con una bruttissima sensazione. Ecco che anche O-Date se ne andava. Ora aveva davvero zero entrate. Aveva una voglia disperata di tornare a letto, ma aveva solo due settimane per fare qualcosa. Aprì un nuovo documento e stese una lista delle cose da fare.
Prendere scatoloni. Inscatolare roba.
Cercare appartamento.
Potenziali sponsor? Chiamate a freddo. Uff.
Ok. Punto uno. Scatoloni. Non c’era un negozio UPS in fondo alla strada? Stava per cercarlo su Google, quando il suo telefono suonò di nuovo. Questa volta fece un salto e quasi le venne un colpo. Non posso proprio andare avanti così , pensò mentre fissava il numero, questa volta sconosciuto
Prese il telefono. Tanto cos’altro poteva andare storto?
“Pronto?”
“Parlo con Mia Bold?”
Mia si preparò ad ascoltare qualche offerta. “Sì.”
“Ciao Mia! Sono contento di averti beccato,” disse un’amichevole voce maschile. “Prima di tutto, sono un grosso fan di The Vortex . Davvero un grosso fan!”
“Ehm, grazie,” riuscì a dire Mia, arrossendo.
“Mi chiamo Graham Stone. Sono un produttore. Una volta mi occupavo di serie TV a Hollywood. Mai sentito parlare di Presenze ?”
“Intendi dire quando la gente scompare, ma rimane attorno a noi?”
“No, lo show in TV! Prima di diventare una cosa che si faceva nelle coppie, era una serie di un’ora.”
“Non sono sicura di conoscerlo,” disse Mia, googlando il nome. Stava dicendola verità. Era presente nel database della IMDB con un breve elenco di accrediti e progetti. La maggior parte degli accrediti erano per effetti speciali fisici. Lo spettacolo Immagini fantasma era durato un anno.
“… Senti, so che fai fatica con la commercializzazione del tuo prodotto,” disse Graham. “Ho sentito le tue promo. Ottima scrittura, ma sei un’artista, non una venditrice. Ecco dove entro in ballo io.”
“Ok, ti sto ascoltando,” disse Mia, ora davvero incuriosita.
“Sono un genio del marketing. Sto lavorando a un progetto nuovo di zecca e sto già parlando con la HBO e la Disney. Ho già Appuntamento con il Vampiro e O-Date come sponsor.”
“Hai firmato O-Date?” gli chiese, irrigidendosi al pensiero dell’account che aveva appena perso. Si preparò a sentire cos’avesse da venderle questo tizio.
“Ti chiamo per offrirti un lavoro. Il mio nuovo progetto è un podcast che si intitola Libro, campanella e candela .”
“Ah, sì. Angie me l’ha accennato.” Quindi questa era la roba della campanella e della candela per cui la O-Date l’aveva scaricata? Lo show con un sacco di visualizzazioni?
“Angie-pasticcino? È fantastica. Senti, non posso ancora pagarti, a parte la spartizione dei profitti. Ma i numeri cresceranno e ci saranno degli extra. Posso offrirti un ottimo appartamentino, totalmente gratuito. Ti piacerà un sacco!”
Come fa a sapere che sto cercando casa? Doveva ammettere che Graham Stone era davvero un ottimo venditore, migliore di quanto lei sarebbe mai stata. Era molto sicuro di sé e il suo entusiasmo era contagioso.
“Mi sembra fantastico, signor Stone, ma…”
“Chiamami Graham.”
“Ho un cane…”
“Io adoro i cani! Come si chiama?”
“Tandy.”
“Come Vic Tandy! Che forza! Senti, il condominio è mio. Amiamo i cani! È un posto fantastico. Qual è la tua email? Ti mando un link.”
“Ecco, è solo che non penso…”
“Dacci un’occhiata. Cos’hai da perdere?”
Quelle parole la scossero come un terremoto. Cos’aveva da perdere? Tutto attorno a lei stava già cadendo a pezzi.
“Mia Bold chiocciola The Vortex punto com,” gli disse.
Si sentì un ping e subito le arrivò un link. Ci cliccò sopra e si trovò a guardare un sito immobiliare. Mentre scorreva le foto, rimase a bocca aperta. L’appartamento era bellissimo, con una certa atmosfera da vecchio mondo coloniale, ed era completamente arredato. Sembrava accogliente, ben messo e pronto per essere abitato. Alla fine vide l’indirizzo.
“Ma è in Massachusetts!”
“Già.”
“Salem, Massachusetts? Il posto del processo alle streghe?”
“Proprio quello!”
Quanti posti stregati aveva voluto andare a vedere a Salem? Troppi per poterli contare. Dunque, c’era la prigione di Salem, il Proctor’s Ledge, la Tenuta Turner-Ingersoll, la Casa della Strega, il vecchio cimitero, e molti altri.
Controllò su Maps la strada da Fishtown a Salem. Erano cinque ore di macchina. Per un momento fu tentata di dire sì. Bastava tirare fuori la sua vecchia auto dal garage a casa di Brynn, e lasciare la città. Dimenticare Mark e non dover spiegare alla sua famiglia l’intera storia. Semplicemente imboccare la strada e ripartire da zero. Potrei semplicemente prendere e partire così? Non sono mai vissuta in nessun posto oltre alla Pennsylvania. Le cose sono difficili, certo. Ma partire così e trasferirmi a trecento miglia di distanza? Decise sensatamente che l’intera idea era una follia.
“Senti, apprezzo davvero l’offerta, ma devo dire di no.”
“Non vuoi neanche sapere qual è il lavoro?”
“Scrivere?” Le sembrava piuttosto ovvio.
Graham rise e la sua voce rimbombò attraverso il telefono.
“Voglio molto di più, Mia! Voglio che tu sia il nostro pezzo forte .”
“Il vostro pezzo forte?”
“Sì, sai, quella col cervello. La conduttrice. Ci serve qualcuno con una base scientifica, e tu sei la migliore. Adoro come scrivi. Adoro la tua voce. Ho visto un tuo video su YouTube, e hai anche l’aspetto giusto. Sei strepitosa! Ti voglio per il mio spettacolo. Voglio fare di te una star!”
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