1 ...6 7 8 10 11 12 ...18 La ragazza rimpianse di avergli posto quella domanda. Prescelti? Roba forte. Doveva tenere la bocca chiusa e allontanarsi da lui per trovare la strada di casa. Non voleva assolutamente saperne di più, nonostante la forse curiosità. “Di cosa stai parlando?” La ragazza si ammonì mentalmente quando le parole le sfuggirono di bocca. Era assurdo ma voleva coprirsi le orecchie come facevano i bambini, in modo da evitare di ascoltarlo.
Kyran non distolse lo sguardo da Mackendra per qualche secondo, facendole venire i brividi lungo la schiena. “Sto dicendo che tu sei la mia Prescelta, bella” rispose lui. Il suo tono era distaccato quando scagliò quella bomba sulla ragazza, la quale si ritrovò a chiedersi se per lui il fatto avesse importanza o no. Per lei si trattava di qualcosa che ti cambia la vita.
“Non è possibile che io sia la tua Prescelta, succhia-sangue” negò lei. Quel vampiro era pazzo. Forse quel luogo stava agendo sulla sua psiche.
Kyran afferrò immediatamente un lembo della propria maglietta e se la portò sopra la testa. “Questo marchio decreta che sono tuo” le disse indicandosi il petto, poi le portò un dito dietro l’orecchio sinistro. “Ed è uguale al marchio che hai tu qui. Adesso il tuo è visibile solamente agli esseri soprannaturali, ma una volta completato il nostro accoppiamento sarà come qualsiasi altro tatuaggio”.
Mackendra era sconvolta. Kyran era completamente pazzo, e la ragazza ne rimase sbalordita. Si ritrovò come attirata di forza al petto di lui, e gli toccò la croce celtica, ma consisteva in un rivolo rosso. Fu incapace di resistere al bisogno di toccargli la carne con il dito. Kyran si ritrovò a prendere un respiro in modo repentino, e le immobilizzò immediatamente la mano. “Ti fa male?” Domandò Mackendra. Sembrava che fosse stato marchiato a caldo da poco.
“Eccome se fa male, ma non è per questo che ti ho fermata. Il tuo tocco mi fa venir voglia di legarti a quell’albero e scoparti fino a farti perdere i sensi” ringhiò Kyran. Non aggiunse altro e si rimise la maglietta prima di riprendere a camminare.
Il suo commento osceno avrebbe dovuto disgustarla. Non aveva mai sopportato gli uomini volgari, e odiava i vampiri, quindi odiava lui. Quella sanguisuga era un tipo freddo e assolutamente menefreghista. Era il suo nemico, e la reazione di lei non fu eccitazione sessuale, era solamente disgustata. Si impose di mentirsi ripetutamente, non volendo credere di trovarlo attraente.
La raggiunsero una serie di emozioni che la fecero inciampare sui propri passi. Solitamente era in grado di comprendere i propri sentimenti e di gestirli, ma si trattava di una situazione troppo caotica e sconosciuta. No, non era completamente vero. Mackendra si rese conto che sotto sotto condivideva ciò che provava Kyran. Si trattava di qualcosa di assolutamente ingiusto e che minacciava i muri che la ragazza aveva costruito attorno al proprio cuore. Poteva sembrare distaccato, ma nel cervello di lei echeggiavano l’eccitazione, la frustrazione e l’impazienza di lui. Era un po’ snervante condividere un legame talmente intenso con qualcuno.
“Non mi accoppierò mai con te, sanguisuga” dichiarò lei nel tentativo disperato di distaccarsi dalla connessione. “Non avresti mai dovuto fare questa cosa senza il mio permesso. Hai scelto la ragazza sbagliata”. La sua protesta sarebbe stata più credibile se non l’avesse detto con voce ansimante.
“Non ti ho obbligata a fare niente, e puoi scommettere che non ti ho scelta. Forse non sono stato chiaro. La Dea ci ha resi Prescelti, non sono stato io. Ecco, trascorreremo la giornata in questa caverna”. Il suo cambio improvviso di argomento la confuse, e poi lo vide abbassarsi in un’apertura che la ragazza non aveva notato. Proprio in quel momento il sole fece capolino all’orizzonte.
Mackendra indugiò sulla soglia della caverna, lasciando che il sole le accarezzasse la pelle; per poco si aspettò di prendere fuoco, nonostante Kyran avesse detto che non si stava trasformando in un vampiro. Si concesse un istante per godere del calore dei raggi solari e per osservare la bellezza circostante. Apprezzò la normalità del cielo terso e soleggiato, che era apparso dopo una notte caratterizzata dalla luna violacea.
“Adesso sei convinta che non ti trasformerai in un cumulo di ceneri? Sono molte cose, Mackendra, ma non un bugiardo” esordì dal buio della caverna.
Le si gelò il sangue nelle vene quando le sovvenne un pensiero. “Mi leggi la mente?”
Kyran ridacchiò oscuramente, il che la disturbò ulteriormente. “I vampiri riescono a leggere la mente degli umani...ma dato che sei la mia Prescelta non sono in grado di leggere la tua. Sei semplicemente prevedibile, Mackendra”.
La ragazza entrò nella grotta e incespicò quando il cambio repentino di luce l’accecò momentaneamente. Sentì il calore della mano di Kyran sul braccio quando la aiutò ad addentrarsi nella caverna. Il calore della pelle di lui la spaventò. Mackendra si aspettava che l’uomo fosse ghiacciato, come si vedeva nei film. “Sei un non morto o qualcosa di simile?”
Il respiro di lui la spaventò quando lo percepì aleggiarle sul volto. “Non sono uno zombie, bella. Devi smettere di guardare così tanti film. Sono raramente corretti”.
“Esistono veramente gli zombie? Adoro la serie The Walking Dead” rispose lei ignorando la sensualità di lui. Era fin troppo attraente, il che aveva un effetto preponderante su di sé.
“Anche a me piace molto, mi fa ridere. Devo dire che gli attori fanno un ottimo lavoro nel fingere di combattere”. Aveva smesso di guidarla per il braccio, ma non aveva ancora tolto la mano.
“Non riesco a credere che un brutto succhia-sangue guardi una serie sugli zombie. È la tua versione di un reality show?”
“La realtà te la farebbe fare sotto. Per rispondere alla tua domanda, no, non esistono gli zombie come li conosci tu. Esistono i Wendigo. I miei fratelli hanno incontrato un branco molto tempo fa durante un viaggio a New Orleans, e in base a ciò che hanno descritto farebbero sfigurare i tuoi zombie”.
“Addirittura?” Mackendra scoppiò a ridere, staccandosi finalmente da Kyran. “Mettiamo temporaneamente da parte la discussione sui Wendigo. Vorrei che mi dicessi di più su questa cosa dell’accoppiamento. Hai detto che una Dea mi ha scelto. Voglio sapere tutto al riguardo, anche sulla Dea”.
“Taci mai?”
Mackendra portò indietro il piede e cercò di colpirlo alle palle, ma Kyran le fermò la gamba e la fece cadere di schiena. La ragazza si ritrovò a trascinare l’uomo con sé al suolo, e l’impatto la privò dell’ossigeno dal petto.
“È l’ora del pisolino per Dracula?” Domandò quando percepì il corpo muscoloso di lui addosso al proprio.
“Ti sembra l’ora del pisolino?” Domandò lui con voce roca all’orecchio di Mackendra, spingendo la propria erezione contro di lei. La ragazza trasalì, stupita dall’audacia di lui; allo stesso momento era innegabile il desiderio che la pervase. Era sia contenta che irritata dal fatto che i loro corpi fossero ostacolati dai vestiti. Non poteva permettere che la loro attrazione reciproca li spingesse oltre. Mackendra gli portò i palmi al petto e fece per spingerlo via, ma quando Kyran le sibilò all’orecchio la ragazza si ricordò del marchio di lui e della reazione che aveva avuto al proprio tocco.
Il lato sfrontato ed esuberante di Mackendra la spingeva a stuzzicare invano il vampiro per lasciarlo voglioso. Decise di abbassare le mani, ma rimase ferma quando Kyran torreggiò su di sé. Lo sentì prendere qualche respiro profondo, e la ragazza notò la luce nei suoi occhi. L’espressione determinata le aveva suggerito che l’avrebbe baciata. Mackendra aveva sentito le labbra formicolare quando aveva trattenuto il respiro. Kyran fece per annullare lentamente la distanza tra loro due, e Mackendra lo aiutò trovandolo a metà strada; l’uomo voltò però il viso all’ultimo minuto.
Читать дальше